VILLASIMIUS – L’85° Congresso nazionale ha eletto Niccolò Biancalani , 44 anni, medico di famiglia e già Segretario Regionale FIMMG Toscana, nuovo Segretario Generale Nazionale. Insieme a lui è stato eletto un nuovo Esecutivo generale nazionale che esprime un importante rinnovamento generazionale, accompagnato dall’esperienza di figure che hanno contribuito alla storia e alla crescita della Federazione. Un Esecutivo di otto componenti, con un’età media di circa 48 anni; sei dei nove componenti del gruppo dirigente hanno meno di 50 anni. Un dato che racconta la volontà di coniugare energie nuove, competenze, esperienza e capacità di rappresentanza. Il nuovo Esecutivo nazionale è composto da Pier Luigi Bartoletti, Carlo Curatola, Antonio Pio D’Ingianna, Alessandro Dabbene, Noemi Lopes, Enrico Peterle, Alessandro Rubino e Giuseppe Zagami oltre al Segretario Nazionale uscente Silvestro Scotti nella nuova veste di Presidente. «È una responsabilità importante, che affrontiamo con entusiasmo, determinazione e piena consapevolezza delle sfide che ci attendono – dichiara il nuovo Segretario Generale Niccolò Biancalani. – Voglio innanzitutto ringraziare i colleghi di tutta Italia che numerosissimi hanno partecipato a questo percorso, costruendo e condividendo il nuovo progetto di FIMMG, che deve essere la casa di tutti i medici di famiglia». La nuova guida nazionale nasce attorno al progetto programmatico “FIMMG Orizzonte 2030″, fondato su tre principi: collegialità, rinnovamento e concretezza“.
Priorità del nuovo Segretario Generale figura il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale 2025-2027, la cui trattativa dovrà prendere avvio dopo l’Atto di indirizzo che il presidente Alparone ha annunciato, proprio in occasione del Congresso FIMMG, come ormai prossimo ad essere emanato. «Sarà un accordo fondamentale per dare piena attuazione alle innovazioni introdotte dai precedenti ACN e dall’accordo stralcio di giugno. Abbiamo bisogno di un accordo che dia stabilità e attrattività alla professione e accompagni concretamente la trasformazione della medicina generale. Ma senza risorse adeguate e strutturali qualsiasi riforma rischia di restare sulla carta. Servono investimenti per sostenere il lavoro dei medici, rafforzare il personale e l’organizzazione degli studi, sviluppare le AFT e garantire strumenti diagnostici e tecnologie. Non possiamo chiedere alla medicina generale nuove responsabilità senza assicurare le condizioni per esercitarle. La sfida è rendere la professione più attrattiva per i giovani e offrire ai cittadini un’assistenza territoriale più forte, accessibile e vicina ai loro bisogni». Con altrettanta forza, il nuovo Segretario Generale spiega che il prossimo ACN dovrà rafforzare il sistema delle tutele professionali, tenendo conto dei cambiamenti che stanno attraversando la medicina generale. «Penso alla crescente presenza femminile nella professione, alla genitorialità e alle necessità di chi assiste familiari con disabilità. Dobbiamo costruire strumenti di tutela capaci di accompagnare tutti i colleghi nei momenti più importanti e delicati della vita personale e professionale», sottolinea il Neosegretario Generale. «Il nuovo ACN deve dare seguito agli impegni assunti con Governo e Regioni: la medicina generale ha dimostrato senso di responsabilità, ora è necessario che alle intese seguano risposte concrete»
Sul piano organizzativo, Biancalani indica nel consolidamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e nello sviluppo di un modello efficace di Case della Comunità due passaggi centrali per il rafforzamento dell’assistenza territoriale. «Le AFT devono diventare il vero riferimento organizzativo della medicina generale, capace di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Allo stesso tempo, dobbiamo tornare a ragionare sul ruolo delle Case della Comunità, che non possono ridursi a una guardia medica diurna. Devono essere luoghi nei quali costruire percorsi di cura, soprattutto per i pazienti cronici, valorizzando il lavoro dei medici di famiglia e utilizzando in maniera efficace le risorse disponibili. Diversamente rischiamo di perdere un’occasione importante per il Paese e per il Servizio sanitario nazionale».
Un ulteriore capitolo riguarda il ruolo unico della medicina generale, che secondo Biancalani dovrà essere ulteriormente sviluppato e armonizzato, anche alla luce dei cambiamenti demografici della professione. «Il ruolo unico rappresenta il nostro futuro e dobbiamo lavorare per renderlo sempre più funzionale e sostenibile alle esigenze dei medici e dei cittadini. Sarebbe un errore fermare oggi questo percorso, soprattutto considerando che nei prossimi tre o quattro anni potremmo trovarci di fronte a uno scenario profondamente diverso, con il rischio di un eccesso di professionisti rispetto al fabbisogno. Dobbiamo verificare i meccanismi introdotti, intervenire su ciò che non funziona e costruire un sistema capace di affrontare anche le sfide dei prossimi anni. La medicina generale sta attraversando una fase di trasformazione che ancora scelte importanti, capacità di rappresentanza e una visione chiara. La FIMMG continuerà a essere al fianco dei colleghi, con l’obiettivo di rafforzare la professione e garantire ai cittadini un’assistenza sempre più efficace e vicina ai loro bisogni. Abbiamo molto lavoro davanti, ma siamo pronti a cominciare», conclude Biancalani.





